Il 19 e 20 agosto Ponza in Tavola riporta a Le Forna i sapori delle tradizioni isolane figlie della colonizzazione borbonica. Poi l’isola cambia luce con due risvegli vista mae.
Il 19 e 20 agosto 2026, dalle 20, nella parte nord di Ponza chiamata Le Forna, tornano a riunirsi nel Piazzale di Cala Caparra ricette della tradizione isolana, i saperi delle massaie e insegne isolane, vini, olio di Itrana, musica, sbandieratori e danze popolari. Una festa di comunità, partecipata e vivace: per chi non ha mai preso parte e arriva dalla terraferma può diventare il motivo intorno al quale costruire un piccolo soggiorno.
Per la sua nona edizione, il centro del racconto rimane la convivialità e la trasmissione delle tradizioni locali, per rendere condividere il patrimonio enogastronomico nato dalla colonizzazione borbonica del Settecento e cresciuto nell’incontro fra agricoltura, pesca e cucina domestica. Il nutrito programma serale, però, porta naturalmente con sé una domanda pratica: dove fermarsi dopo aver raggiunto Le Forna appositamente per partecipare?
È qui che interviene Colazioni da Collezione®. Non con un elenco generico di alberghi, ma con due strutture già visitate e censite, nelle quali il pernottamento — scelta naturale per chi arriva da fuori — conduce a un risveglio che possiede un valore proprio. La soluzione più immediata è l’Hotel Ortensia, perché permette di restare nella stessa parte dell’isola; la Pensione Silvia, sulla spiaggia di Santa Maria, offre invece una seconda possibilità per chi desidera organizzare diversamente il soggiorno e fare colazione sulla spiaggia dove ci si imbarca per “il frontone”. In entrambi i casi il risveglio non apre un viaggio parallelo: prolunga quello cominciato la sera prima a Ponza in Tavola.
1. Ponza torna alla tavola del Settecento
La storia moderna dell’isola passa attraverso due date. Il 30 ottobre 1734, con il regno di Carlo di Borbone, cominciò il ripopolamento della zona del porto da parte di famiglie provenienti da Ischia. Nel 1772 arrivarono a Le Forna coloni di origine torrese, da Torre del Greco. Fu l’ultima parte dell’isola a essere stabilmente colonizzata e rimase a lungo la più difficile da raggiungere: proprio in quegli anni iniziò la costruzione della strada verso Ponza centro, mentre i 350 gradini di Cala dell’Inferno costituivano ancora una via essenziale per uomini e rifornimenti.

La ricostruzione storica del Comune di Ponza ricorda anche una distinzione che dice molto del territorio: i primi coloni, insediati nelle terre più favorevoli, si dedicarono soprattutto all’agricoltura; quelli giunti successivamente a Le Forna trovarono suoli più difficili e si rivolsero in misura maggiore alla pesca. Fra orti, vigne e mare prese forma una cultura materiale destinata a entrare anche nel modo di cucinare.
«L’Amministrazione comunale sposa convintamente questa iniziativa che riesce a legare cultura, tradizione e tipicità enogastronomiche. L’isola di Ponza è ricca di storia e tradizioni, e l’associazione Cala Felci con le sue attività, pone l’attenzione proprio su questi temi fondanti ed identitari della nostra comunità. La manifestazione ha il pregio di far interagire i cittadini locali e l’utenza turistica che ha sempre dimostrato apprezzamento nelle precedenti edizioni.»
Francesco Ambrosino, sindaco di Ponza
Ponza in Tavola non ricostruisce un menù settecentesco immobile nel tempo. Rimette piuttosto in circolo ciò che quella storia ha lasciato: ingredienti disponibili, tecniche di conservazione, ricette di necessità diventate piatti identitari. Per questo le massaie ponzesi non sono una presenza ornamentale, ma le vere depositarie del racconto. Preparano le pietanze tradizionali e riportano nello spazio pubblico un sapere nato nelle case, spesso affidato più alla pratica che alla scrittura.
Nell’archivio di ricette raccolte negli anni dall’Associazione Cala Felci compaiono, per esempio, la pastiera di pasta — nella versione classica alla cannella e in quella al cioccolato — e la pasta con alici e finocchiella selvatica. Non sono anticipazioni certe del menù 2026, che non è stato pubblicato nel dettaglio, ma aiutano a capire la grammatica di questa cucina: pochi ingredienti riconoscibili, il dialogo costante fra terra e mare, l’ingegno domestico come moltiplicatore di sapore.
Il programma delle due serate
- Mercoledì 19 e giovedì 20 agosto, ore 20: apertura degli stand e del percorso dedicato alle ricette preparate con le massaie ponzesi. L’inaugurazione è affidata agli sbandieratori Le Tre Torri di Minturno, con una sorpresa annunciata per il pubblico.
- Mercoledì 19 agosto, ore 21: il laboratorio “Olio extravergine di oliva: degustazioni per consumatori consapevoli”, guidato da Luigi Centauri, presidente e capo panel del CAPOL. L’incontro accompagna nell’analisi sensoriale e nelle proprietà nutrizionali dell’olio Colline Pontine DOP e del monovarietale di Itrana.
- Giovedì 20 agosto, ore 21: “Itrana: l’eccellenza dell’olio EVO e delle olive da tavola”, un approfondimento sulla duplice vocazione della cultivar, dalla Gaeta DOP all’Itrana bianca, con attenzione a tracciabilità e innovazione. Partecipano gli assaggiatori del CAPOL e l’Azienda Olivicola Cosmo Di Russo.
- Entrambe le sere, ore 21.30: musica dal vivo con Arsikore: Intrecci di Memorie e danze popolari con Claudia Caprarelli e Fabio Palombi.

Il vino completa la lettura del territorio. Sono annunciate le etichette di Casale del Giglio, Enrico & Pouchain, Cantina Tre Venti – Ponza Winery, Antiche Cantine Migliaccio, Cantine Telaro, Cantina Monte Cecubi e I Nobili Enodelta. Accanto all’olio e alle preparazioni isolane, compongono una piccola geografia enologica che parte da Ponza e si allarga al Lazio meridionale e ai territori vicini.
Alla rete dell’evento partecipano inoltre Laziomar, NLG e Schiaffini Travel per i collegamenti, GaetaChannel.it e LÀM sul versante della comunicazione e della cultura, le attività enogastronomiche, le agenzie turistiche e immobiliari dell’isola e, soprattutto, le massaie ponzesi. Ne risulta qualcosa di diverso da una semplice sagra: una comunità che sceglie di raccontarsi attraverso ciò che prepara, coltiva, pesca e versa nei bicchieri.
Con gli stand aperti dalle 20 e la musica in programma dalle 21.30, il pernottamento diventa parte naturale dell’organizzazione per chi raggiunge Ponza appositamente dalla terraferma. Non è un’appendice turistica aggiunta all’evento, ma il tempo necessario per viverlo senza ridurlo a una corsa. La scelta dell’ospitalità comincia quindi dalla stessa Le Forna.
2. Il mattino dopo, a Le Forna
Per chi costruisce il viaggio intorno a Ponza in Tavola, l’Hotel Ortensia è il primo indirizzo da considerare. La ragione è innanzitutto geografica: si trova a Le Forna, nella stessa zona dell’evento. La serata e il pernottamento restano così nello stesso quadrante dell’isola; al mattino, ciò che nel piazzale di Cala Caparra era stato raccontato attraverso i sapori ritorna nel paesaggio, con lo sguardo che attraversa Cala Feola e le Piscine Naturali fino a Palmarola.
La storia dell’albergo nasce prima dall’accoglienza che dalle camere. Il racconto familiare ricorda la signora Ortensia mentre preparava da mangiare agli operai della vicina Cava dell’Acqua. Da quel nucleo domestico sarebbe cresciuta una delle prime realtà alberghiere di Ponza: dalle tre camere iniziali alle trenta di oggi, senza perdere il carattere di una casa di famiglia. Anche il ristorante, fondato da Ortensia nel 1946, conserva questo filo e oggi è portato avanti da Daniele e Giovanna.
La colazione, riservata agli ospiti e servita dalle 8 alle 10, si svolge in una sala luminosa affacciata sul mare. Il buffet ha il tono rassicurante delle cose preparate in casa: torta di mele, crostate, ciambelloni e piccola pasticceria; poi frutta, yogurt e cereali. Sul versante salato ci sono uova, anche fritte o strapazzate su richiesta, e soprattutto pane con pomodoro, olio extravergine e basilico, quasi una bruschetta da mangiare guardando il Mediterraneo.
È una colazione domestica nel senso più bello del termine: non cerca di stupire con l’eccesso, ma lascia parlare il pane, una torta appena tagliata e la vista. La sera le massaie riportano in piazza il sapere delle case ponzesi; al mattino l’Ortensia ne conserva il tono familiare. Per prossimità e coerenza, è il risveglio da privilegiare dopo Ponza in Tavola.
La scheda dell’Hotel Ortensia su Colazioni da Collezione® raccoglie il racconto completo della visita.



3. Un altro risveglio, sulla spiaggia di Santa Maria
Se l’Hotel Ortensia rappresenta la soluzione più immediata per partecipare all’evento, la Pensione Silvia offre un secondo modo di organizzare il soggiorno. Richiede di spostarsi da Le Forna verso Santa Maria, ma in cambio conduce in un paesaggio diverso: non più l’altura aperta su Palmarola, bensì una casa posata quasi sulla spiaggia, con il mare davanti e il borgo che comincia lentamente a muoversi.
La Pensione Silvia abita un edificio nel quale storia documentata e memoria orale si sovrappongono. Ponza fu luogo di confino durante il fascismo e il racconto locale lega questa dimora a quel periodo: si tramanda che vi abbia soggiornato Benito Mussolini nei giorni trascorsi sull’isola e che la casa fosse conosciuta come “villa del Ras”, in relazione al ras etiope Immirù. Sono tracce da restituire con il loro giusto condizionale, ma fanno comprendere quanto la storia italiana sia passata anche attraverso stanze oggi dedicate all’ospitalità.
Più vicenda familiare che leggenda è invece la storia di Silvia Feola. Silvia e il marito vivevano già nella casa prima di acquistarla ufficialmente, nel 1966. Cominciarono affittando alcune camere; poi arrivarono i pasti, i servizi e, poco alla volta, una vera pensione. L’accoglienza non nacque dunque da un progetto astratto, ma dall’allargamento graduale della vita domestica. La gestione attuale ne raccoglie l’eredità e prova a riportare luce in una dimora profondamente legata alla spiaggia di Santa Maria.
Anche qui la colazione è riservata agli ospiti. Il buffet, disponibile dalle 7.30 alle 10 nella sala sul mare, alterna dolci fatti in casa, proposte dolci – otime le “frolle” – e salate, salumi, frutta, yogurt e uova preparate al momento; sono presenti anche alcune alternative senza glutine. Il valore aggiunto non è soltanto ciò che arriva in tavola. È la possibilità di fare colazione mentre la spiaggia si sveglia e accoglie chi si mette in fila per imbarcarsi e raggiungere “il Frontone”.
Se l’Ortensia è la continuazione più lineare di Ponza in Tavola, la Pensione Silvia è l’alternativa per chi desidera legare l’evento a un soggiorno nella zona di Santa Maria. Non due alberghi scelti genericamente perché presenti sull’isola, ma due indirizzi verificati da Colazioni da Collezione®, nei quali anche il mattino giustifica la notte trascorsa a Ponza.



La scheda della Pensione Silvia su Colazioni da Collezione® approfondisce la storia della dimora e della sua colazione.
4. Le coordinate del viaggio
- Evento: Ponza in Tavola, nona edizione.
- Quando: mercoledì 19 e giovedì 20 agosto 2026. Apertura degli stand alle ore 20; laboratori sull’olio alle 21; musica e danze popolari dalle 21.30.
- Dove: piazzale/parcheggio di Cala Caparra, via Calacaparra, Le Forna, Isola di Ponza. Coordinate: 40°55’51.80” N – 12°58’51.85” E.
- Ingresso: il materiale ufficiale ricevuto non indica un costo. Per eventuali aggiornamenti è opportuno contattare l’organizzazione.
- Autobus sull’isola: grazie alla collaborazione con Schiaffini Travel, per raggiungere l’evento la salita costa 2,50 euro; il ritorno è gratuito esibendo il timbro di Ponza in Tavola. Il servizio è interamente gratuito per i residenti. Per informazioni sul trasporto pubblico locale è disponibile anche la pagina della Pro Loco Ponza.
- Collegamenti via mare: Laziomar collega Ponza con Formia e, nella stagione estiva, con Anzio; NLG opera la linea stagionale Terracina–Ponza. Orari, disponibilità e condizioni di viaggio vanno verificati e prenotati sui siti ufficiali di Laziomar e NLG prima della partenza.
- Informazioni sull’evento: Associazione Cala Felci, www.ponzacalafelci.com, info@ponzacalafelci.com, tel. +39 333 568 3349 e +39 340 787 4846. Per gli aggiornamenti locali: Pro Loco Ponza.
- La scelta più vicina all’evento – Hotel Ortensia: via Piscine Naturali, Le Forna; colazione 8–10, riservata agli ospiti; tel. +39 0771 808922 e +39 338 4390467; ortensiahotel@gmail.com; sito ufficiale.
- L’alternativa a Santa Maria – Pensione Silvia: via Spiaggia Santa Maria, Ponza; colazione 7.30–10, riservata agli ospiti; tel. +39 333 6851073; scheda su Colazioni da Collezione®.
TUTTI GLI SPONSOR E I PARTNER DELL’EVENTO
• Ente Organizzatore: Associazione E.T.S. Cala Felci (in collaborazione con A.S.C.).
• Con il contributo e Patrocinio di: Regione Lazio, ARSIAL, Comune di Ponza, Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Pro Loco Ponza.
• Partner Trasporti e Servizi: Laziomar S.p.A., NLG (Navigazione Libera del Golfo), Schiaffini Travel S.p.A.
• Cantine, Aziende Agricole ed Eccellenze Enogastronomiche: Casale del Giglio, Enrico & Pouchain, Cantina Tre Venti (Ponza Winery), Antiche Cantine Migliaccio, Cantine Telaro, Cantina Monte Cecubi, I Nobili Enodelta, Azienda Olivicola Cosmo Di Russo, CAPOL Latina.
• Media Partner, Spettacolo e Cultura: GaetaChannel.it (Quotidiano online del Golfo di Gaeta), LÀM (By Tourisme), Sbandieratori “Le Tre Torri” di Minturno, Gruppo Musicale “Arsikore”.
• In collaborazione con: Tutte le Attività Ponzesi di Enogastronomia, le Agenzie Immobiliari e Turistiche di Ponza e le Massaie Ponzesi.
Il valore di Ponza in Tavola sta anche qui: trasformare la memoria locale in un’occasione d’incontro fra residenti e viaggiatori, come ha sottolineato il sindaco Francesco Ambrosino presentando l’edizione.

